feb 28 2014

cremona libera 28 02 2014

Published by at 9:02 am under cronaca cremonese

CREMONA LIBERA
Uno dei gruppi di lavoro per la stesura del programma di Cremona Libera con Zagni ha voluto  ricordare la fusione del Comune di Cremona ed il Comune di Due Miglia, avvenuta nell’estate del 1920. Un fatto amministrativo, questo, che andò a delineare una prospettiva decisiva  per lo sviluppo della città. Nel contempo il gruppo è andato pure a riflettere su qualcosa di controverso, che è avvenuto negli ultimi trent’anni. Infatti è noto il trasferimento dalla città di circa ventimila singoli cittadini cremonesi che sono andati ad unirsi stabilmente  con i cittadini dei paesi della prima fascia periferica della città, dal  Bosco ex Parmigiano a Costa sant’Abramo, da Persichello a tutto il circondario. Orbene, di fronte a quello che si prospetta nell’immediato, con cambiamenti radicali nelle istituzioni locali (si veda la soppressione delle Province), il pensiero di una <>, che vada a riunire i cremonesi vecchi e nuovi, potrebbe essere un obiettivo su cui lavorare. Una nuova città più dilatata,  una Cremona ed Uniti, una grande Cremona, avrebbe lo scopo immediato di un risparmio nella gestione dei servizi, con una più qualificata politica dei trasporti urbani, e con una più diffusa e partecipata politica d’incentivazioni culturali, e con un più incisivo controllo del territorio in termini di sicurezza.  E questo andrebbe programmato in  parallelo con una politica di decentramento degli uffici e di partecipazione delle nuove periferie, salvaguardando in ognuna di esse le peculiarità, le specificità, il senso di appartenenza e di identità. Insomma: una politica di unità amministrativa, accompagnata da una sorta di micro federalismo culturale.  Una Cremona più grande andrebbe ad acquisire il ruolo, che è andato sfumandosi nel tempo, di vero capoluogo di un territorio che voglia dialogare con un’area molto più vasta di quella rappresentata dai confini a nord e a sud della provincia stessa.
Un altro gruppo d’approfondimento dei programmi della lista d’Unione civica ha voluto analizzato i dati demografici della città, che vede la presenza di un notevole numero di over 65 e di <>, fra i quali non sono pochi quelli che hanno ancora voglia di spendersi e di contribuire a  realizzare quanto è possibile per un futuro più sereno per le giovani generazioni.
Si è andati quindi ad approfondire il ruolo delle strutture protette che svolgono un delicato compito al servizio delle situazioni di fragilità gli anziani stessi. E della positiva funzione esercitata, insieme a quella dei professionisti dei servizi sanitari e sociali, da parte degli assistenti familiari privati; assistenti e badanti, che pensioni e risparmi accumulati negli anni dalle famiglie riescono, per il momento, ancora a garantire.
Ora però, nelle future politiche amministrative, visto il prolungarsi della crisi, bisognerà tener sempre più conto di quanto prevede il quadro normativo del SIP (Social Investiment Package) che ha indicato la possibilità di utilizzare i Fondi strutturali europei per interventi nel settore dell’assistenza agli anziani.
A rappresentare questa sensibilità e prospettiva, di fronte ai problemi delle terza e della quarta età, la lista l’Unione civica è ben lieta allora di comunicare l’accoglienza nelle proprie fila della cremonese Ivana Manfredini, che opera professionalmente presso la casa protetta di Pontevico, a favore degli anziani posti in situazioni di particolare fragilità od affetti da disturbi degenerativi.
Agostino Melega

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