ott 31 2013

in attesa di una giustizia più esatta-ventidue 31 10 2013

Published by at 4:28 pm under cronaca cremonese,Giudici

IN ATTESA DI UNA GIUSTIZIA PIU’ ESATTA – VENTIDUE
Renzi il ciclone l’ha combinata bella assicurando che, se gli diamo il potere, una delle prime cose che fa è una legge vera sulla responsabilità diretta dei magistrati: dai sondaggi degli ultimi anni, il 60% dei cittadini ne ha piena l’anima delle Toghe Giuste e Forti, è uno slogan che funzionerebbe benissimo ma, una volta promesso e vinta la campagna, sta legge vera deve realizzarla. E lo voglio proprio vedere. Stipulare una polizza collettiva, contraente e pagante, ovvio, è lo Stato, bisogna trovare la Compagnia che ci sta e, anche solo dopo una scorsa superficiale ai danni da risarcire, quanto vuole, ma soprattutto ancora una volta sarebbe eluso il problema morale: perché tutti gli altri professionisti se la devono pagare e loro no?
E prima ancora dell’aspetto risarcitorio bisogna inquadrare con precisione cosa si intende per “errore”: per quanto riguarda l’esito è facile, la “cosa” non andava fatta in quel modo; perché invece è stata fatta, le variabili sono tante. Anche il più modesto di noi, temo, quando fa una cazzata la spiega: una svista, ero distratto, di fretta eccetera. Succede. Ma la concentrazione salta a volte anche quando ci sentiamo in stato di grazia, e non sappiamo spiegarcelo. E va bene anche questo, questione di percentuali, di predisporsi o non col proprio modo di lavorare eccetera. E se l’errore fa parte del nostro scegliere, va bene, scusiamolo, ma per tutti naturalmente, non che il giudice non legge un atto essenziale, assolto, il chirurgo dimentica uno spillo, condannato: sono uomini tutti e due.
Salto alla fine, la materia è troppo ampia: c’è quello che viene sempre chiamato errore, anche quando non lo è, ed è l’errore giudiziario, specie nel penale. Il sistema impone: condanni, la formula è ridicola e concretamente quasi mai applicabile, ma è quella, solo “se l’imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio”; altrimenti assolvi; se ti secca far la figura del fesso, assolvi per “insufficienza di prove”.
Adesso il lettore che crede io ce l’abbia coi giudici, e non è vero, son pessimi quasi senza eccezione quelli che li rappresentano e, ahitutti noi, parlano a loro nome causando figuracce che la maggior parte dei giudici non merita, segua, se ne ha la voglia e l’occasione, un processo con elementi di prova ambigui, e tragga le sue conclusioni.
Beh, spero che riderete con tutto il mondo civile di chi ha inflitto la condanna agli scienziati che non hanno avvisato gli abruzzesi del possibile terremoto dell’Aquila; so quasi nulla del caso Parolisi, ma vorrei sapere come il giudice sappia le parole che si son scambiati, soli lui e la moglie, nel bosco, e che hanno scatenato lui fino all’assassinio.
Del caso Iori, ho scritto oltre 300 pezzi, spaccato in quattro le 97 pagine di motivazione della condanna, ogni tanto riscrivo: avvocati, non state a scannarvi a stendere un ricorso, limitatevi a sventolarle davanti alla Corte d’Appello chiedendo: mica crederete a quel che han scritto i vostri colleghi di Cremona?
Una delle più belle l’ho ricordata ancora ieri, ma andrebbe letta perfino nelle scuole, così gli italiani fin da piccoli imparano che ci sono l’errore e l’errore giudiziario: sabato Claudia mangia un piatto intenso come l’insalata di riso e coglie il sapore strano di poche gocce di Valium, il mercoledì appena dopo, nell’aperitivo o in pochi bocconi di sushi non sente 95 pillole di Xanax, o qualche boccettino di gocce, Massa&Beluzzi non l’han capita bene e han preferito non spiegarcela a fondo, e si addormenta di colpo, mentre il Valium l’aveva, a tempo debito, solo condotta a un sonno più intenso!
Potenza della logica di certi giudici italiani! E guai prenderli in giro, s’incazzano….

Cremona 31 10 2013 www.flaminiocozzaglio.info

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