ott 30 2013

in attesa di una giustizia più esatta-ventuno 30 10 2013

Published by at 11:41 am under cronaca cremonese,Giudici

IN ATTESA DI UNA GIUSTIZIA PIU’ ESATTA – VENTUNO
Il Pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale, stabilisce il 112 di quella Costituzione che le correnti politiche dei giudici e i partiti di sinistra rinfacciano sempre a Berlusconi, e in questi momenti gongolano per le sue disavventure di Palazzo, non quello di Arcore, quelli dove si spende la Giustizia, ultimissimo il De Girolamo senatore comprato che, soddisfatto per essersi tenuto i tre milioni in cambio di una condanna simbolica, sospira perché tutti lo sentano: eh sì, abbiamo cambiato parte in 120 nel periodo 2006/2008, chissà che faranno le Procure per gli altri 119….
Voglio aiutarlo, ciò che han fatto nelle altre centinaia di migliaia di casi, comuni, province, regioni e parlamenti dalla proclamazione della Repubblica in poi: un cazzo, tutti salti mortali con triplo avvitamento all’indietro, ma per amore, solo per amore, o al più, scendendo, per idee. A partire da quello meglio effigiato, quando i consiglieri comunali di Napoli tradirono il comandante Lauro che per vendetta fece stampare in prima pagina dal suo giornale un gran titolo: I sette puttani.
Certi giudici ma ancor peggio chi li rappresenta, il giudice tipo italiano è un professionista come tutti gli altri: buono, medio, scadente, scambiano le sentenze per giustizia, e le difendono bene, non tanto per impegno loro, quanto dei principali commentatori/divulgatori, i giornalisti, che le usano a mo’ di tifo invece che di studio. Gli oltre trecento pezzi che ho scritto io sullo spaventoso caso Iori sono troppi da poter servire a una comunicazione efficace, dopo un po’ se uno non è interessato si stufa, ma presi i punti essenziali e inseriti in un talk show farebbero sfracelli.
Lancio una sfida ai nominati Massa Pio e Beluzzi Pier Paolo, e si portino dietro tutti i sodali che credono, dai poliziotti che non han provato vergogna umana e professionale ad applaudire la lettura della sentenza, ai colleghi che pur vedendo cos’han combinato non battono ciglio, e mi riferisco in particolare al Presidente della Corte d’Appello di Brescia, che non ha fiatato nel concedere altri novanta giorni per scrivere la motivazione e ancor meno, immagino, dopo che l’ha letta: scegliete, a mo’ di duello degli antichi tempi, il luogo che volete, dove però ci sia spazio per il pubblico, specie studenti e giovani che sentono parlare dei processi ma non sanno che sono, e confrontiamoci.
Stabilito che avete avuto tra le mani una decisione che potevate prendere seguendo le regole del codice: se non ho la certezza non devo condannare, e che invece avete preferito tuffarvi nel mare magnum dell’immaginario nonostante l’assenza della sfera di cristallo, facciamo come una caccia al tesoro: rispondete su un punto fondamentale della vostra decisione, ma non come si fa nei talk show ordinari, si parla di tutto per non dire niente; quando la risposta ci ha accontentati, pubblico e scolaresche comprese, passiamo alla successiva.
Ecco la prima, spero sia di vostro gradimento: pagina 35 della vostra motivazione, scritta liberamente e con calma in 170 giorni, per complessive 97 paginette, Claudia riferisce alla madre, che lo ripete ai giudici, col marito, che il 16 luglio ha cenato assieme a Iori con l’insalata di riso preparata dalla madre, che aveva un sapore strano, non la madre, e che la notte dormì profondamente. Segno delle gocce di Valium che il perfido aveva immesso, per sé avrà ingurgitato chicchi diversi, per far le prove dell’omicidio di quattro giorni dopo.
Insisto: Claudia e Iori han mangiato la stessa insalata di riso, cibo dai sapori forti, tuttavia Claudia è riuscita a distinguere il sapore strano di quel poco di Valium che più tardi, con calma, l’ha fatta dormire più profondamente del solito.
Pagine 32/34: quattro giorni dopo, il 20 luglio, dimostrazione di come sia possibile a Iori far inghiottire a Claudia, di nascosto e in pochi minuti, o in un bicchiere di aperitivo o in tre bocconi di sushi, la sfera di cristallo che manca non consente la certezza, il principio attivo contenuto, gocce o pillole di nuovo manca la sfera, in 95 pillole di Xanax, sostanza amarissima, che in pochi minuti la manda fuori conoscenza, “ciò che conta è che non è affatto vero che fosse materialmente impossibile somministrare clandestinamente lo Xanax a Claudia, anzi non era affatto difficile considerando la sua ingenuità, che non poteva certo avere il minimo sospetto di quello che incredibilmente stava per accadere eccetera”.
Derby Valium-Xanax, ecco com’è finito, ecco uno dei contenuti delle sentenze, che fanno giustizia: se i nominati Massa Pio e Beluzzi Pier Paolo superano la risposta, passiamo alla domanda successiva. Ma mi raccomando, che riescano a convincere almeno i bambini!

Cremona 30 10 2013 www.flaminiocozzaglio.info

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