Archive for ottobre, 2013

ott 31 2013

in attesa di una giustizia più esatta-ventidue 31 10 2013

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IN ATTESA DI UNA GIUSTIZIA PIU’ ESATTA – VENTIDUE
Renzi il ciclone l’ha combinata bella assicurando che, se gli diamo il potere, una delle prime cose che fa è una legge vera sulla responsabilità diretta dei magistrati: dai sondaggi degli ultimi anni, il 60% dei cittadini ne ha piena l’anima delle Toghe Giuste e Forti, è uno slogan che funzionerebbe benissimo ma, una volta promesso e vinta la campagna, sta legge vera deve realizzarla. E lo voglio proprio vedere. Stipulare una polizza collettiva, contraente e pagante, ovvio, è lo Stato, bisogna trovare la Compagnia che ci sta e, anche solo dopo una scorsa superficiale ai danni da risarcire, quanto vuole, ma soprattutto ancora una volta sarebbe eluso il problema morale: perché tutti gli altri professionisti se la devono pagare e loro no?
E prima ancora dell’aspetto risarcitorio bisogna inquadrare con precisione cosa si intende per “errore”: per quanto riguarda l’esito è facile, la “cosa” non andava fatta in quel modo; perché invece è stata fatta, le variabili sono tante. Anche il più modesto di noi, temo, quando fa una cazzata la spiega: una svista, ero distratto, di fretta eccetera. Succede. Ma la concentrazione salta a volte anche quando ci sentiamo in stato di grazia, e non sappiamo spiegarcelo. E va bene anche questo, questione di percentuali, di predisporsi o non col proprio modo di lavorare eccetera. E se l’errore fa parte del nostro scegliere, va bene, scusiamolo, ma per tutti naturalmente, non che il giudice non legge un atto essenziale, assolto, il chirurgo dimentica uno spillo, condannato: sono uomini tutti e due.
Salto alla fine, la materia è troppo ampia: c’è quello che viene sempre chiamato errore, anche quando non lo è, ed è l’errore giudiziario, specie nel penale. Il sistema impone: condanni, la formula è ridicola e concretamente quasi mai applicabile, ma è quella, solo “se l’imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio”; altrimenti assolvi; se ti secca far la figura del fesso, assolvi per “insufficienza di prove”.
Adesso il lettore che crede io ce l’abbia coi giudici, e non è vero, son pessimi quasi senza eccezione quelli che li rappresentano e, ahitutti noi, parlano a loro nome causando figuracce che la maggior parte dei giudici non merita, segua, se ne ha la voglia e l’occasione, un processo con elementi di prova ambigui, e tragga le sue conclusioni.
Beh, spero che riderete con tutto il mondo civile di chi ha inflitto la condanna agli scienziati che non hanno avvisato gli abruzzesi del possibile terremoto dell’Aquila; so quasi nulla del caso Parolisi, ma vorrei sapere come il giudice sappia le parole che si son scambiati, soli lui e la moglie, nel bosco, e che hanno scatenato lui fino all’assassinio.
Del caso Iori, ho scritto oltre 300 pezzi, spaccato in quattro le 97 pagine di motivazione della condanna, ogni tanto riscrivo: avvocati, non state a scannarvi a stendere un ricorso, limitatevi a sventolarle davanti alla Corte d’Appello chiedendo: mica crederete a quel che han scritto i vostri colleghi di Cremona?
Una delle più belle l’ho ricordata ancora ieri, ma andrebbe letta perfino nelle scuole, così gli italiani fin da piccoli imparano che ci sono l’errore e l’errore giudiziario: sabato Claudia mangia un piatto intenso come l’insalata di riso e coglie il sapore strano di poche gocce di Valium, il mercoledì appena dopo, nell’aperitivo o in pochi bocconi di sushi non sente 95 pillole di Xanax, o qualche boccettino di gocce, Massa&Beluzzi non l’han capita bene e han preferito non spiegarcela a fondo, e si addormenta di colpo, mentre il Valium l’aveva, a tempo debito, solo condotta a un sonno più intenso!
Potenza della logica di certi giudici italiani! E guai prenderli in giro, s’incazzano….

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ott 31 2013

i più eguali 31 10 2013

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I PIU’ EGUALI
Naturalmente non hanno pensato al seguito, una volta abbattuto Berlusconi, e adesso al primo stormir di Renzi prendono paura: ma che credevano i rappresentanti dei 9mila giudici italiani, d’esser per sempre padroni della vita dei cittadini solo per aver superato un concorso verso i trent’anni? mai avuto il sospetto d’essere usati, come la storia di tutti i movimenti di sinistra insegna, appena abbiano preso il comando? e comunque, dove, nel mondo civile, un uomo dal potere assoluto come il giudice italiano non risponde in prima persona di ciò che fa?
L’articolo del solito Zagrebelsky, stavolta Vladimiro, sulla Stampa di ieri, dal titolo: “Il catalogo delle anomalie che frenano la giustizia italiana” è esemplare. Una pagina intera, la quinta, con richiamo in prima, dove l’unica critica alla propria categoria è: “Come se la riforma potesse iniziare e concludersi sul terreno della responsabilità disciplinare, invece che su quello della cultura professionale dei magistrati, della loro estrazione, formazione e destinazione al settore di attività cui sono adatti.”
Avete capito bene, lettori cari: gli spaventosi procedimenti Scaglia, a livello nazionale, che ha permesso la stura a Matteo Renzi, e Iori a Cremona, purtroppo per lui diffuso solo da me quando meriterebbe ben altra notorietà, non sono da addebitare ai giudici che li hanno condotti, ma allo Stato, alla fine: noi, che non li ha istruiti a sufficienza!
E notate anche la finezza del metter le mani avanti con quel “responsabilità disciplinare”, ovviamente calcolata all’interno della categoria, invece dell’evidente: obbligo al risarcimento diretto del danno causato!
Un solo esempio, fuori dai pregiudizi personali di tutti, credo, la condanna degli scienziati che non hanno saputo prevedere il terremoto dell’Aquila: tutto il mondo civile ha riso, e i Sabelli, Zagrebelsky e Palamara, quello punito dalla sua coscienza lacerata quando si accorge dei due o tre errori che può aver commesso in carriera, non ci vengano a raccontare che i colleghi hanno sbagliato perché lo Stato non li ha istruiti a sufficienza!
Sentite questa, dalla cui enormità Zagrebelsky non sembra nemmeno sfiorato: “E’ fondamentale l’orientamento professionale dei magistrati, ma bisogna anche rimuovere uno dei motivi della distorsione, che consiste nei tempi lunghissimi dei processi, con il corredo di prescrizioni e inefficacia delle condanne. Potente è la tentazione della scorciatoia dell’arresto prima della condanna definitiva.”
Dimostra di non aver capito la struttura fondamentale del processo nel mondo civile, dove il giudice delle indagini, quello che può disporre il carcere preventivo, non ha nulla a che vedere col giudice della sentenza, dai compiti concettualmente e concretamente ben divisi, e ci mancherebbe che il primo esercitasse un potere/dovere del secondo!
Come sempre, secondo lo spirito con cui si vive, tutto il lunghissimo pezzo può essere letto come un testo comico: “La facilità con cui in Italia si ha accesso alle impugnazioni, in appello e in Cassazione, spinge a un loro uso distorto, al solo scopo di prender tempo”.
E’ evidente la critica, che non può essere espressa, al cittadino: come ti permetti di dubitare della sentenza di un giudice che non sbaglia mai, se lo Stato lo istruisce bene, che non consente di capire il motivo per cui tanti cittadini, specie quelli in torto, ricorrono. Con tutte le sentenze a dir poco strambe d’ogni giorno, ho appena ricordato quella del terremoto, è evidente che anche un Riina ha motivo di ricorrere: magari in appello lo fanno santo!
La triste conclusione, a sinistra quando vincono non fanno prigionieri, è che la riforma sulla responsabilità del giudice ci sarà eccome, e la peggiore possibile.

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ott 31 2013

più che palese 31 10 2013

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PIU’ CHE PALESE
Ciò che pensano al partito democratico e moralisti affini dei propri senatori!

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ott 31 2013

bulgaritudine 31 10 2013

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BULGARITUDINE
Dopo il segretario provinciale, unico e di conseguenza al 93%, il partito democratico, secondo la Provincia quotidiano eccetera, starebbe per confermare Galimberti candidato unico alle amministrative 2014.
Se si sbracciano tanto per gli immigrati e i loro costumi, qualche motivo ci sarà….

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ott 31 2013

battute di spirito 31 10 2013

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BATTUTE DI SPIRITO
Solito bel pezzo di www.cremonaoggi.it, il miglior informatore cittadino, sul Pdl che è “congelato” pure nella ricerca della nuova sede: fin che in ogni occasione, dalla mostra delle danze delle formiche in amore, alla visita di Obama al Museo del Violino, verrà presentato a mo’ di bandiera, immancabilmente in prima fila, un Rossoni Gianni, altro che congelato: ibernato!

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ott 31 2013

la tela di penelope 31 10 2013

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LA TELA DI PENELOPE
Lei la disfaceva di notte, di nascosto; lui alla luce del sole, davanti a tutta Cremona.
Roberto Nolli perde di nuovo la faccia sostenendo sia l’unico candidato sindaco possibile per la destra, lui fa di tutto per dimostrare che non è vero. O che se lui è il meglio, vengono i brividi a pensare agli altri.
Palazzina di via Platina, occupata dal 5 ottobre: fossero davvero dei senzatetto, che a Cremona non ci sono, nessuno è per strada, non si fa ma la disperazione è comprensibile e il Comune ha il dovere di tentare una soluzione. Si tratta invece di un’azione dimostrativa dei soliti Bini Mario e compagni, che vogliono “salire” dalle scritte sui muri: si impadroniscono dell’immobile comunale, non ancora a posto tra l’altro, e ne assegnano loro gli appartamenti sostituendosi al servizio pubblico.
Che fa l’unico candidato possibile 2014 della destra? manda Luigi Amore a trattare!
Anche chi dorma all’umido indovina la conclusione: Bini Mario e compagni se ne sbattono delle “offerte” di Amore. Il 14 l’unico candidato eccetera si decide all’atto che avrebbe dovuto compiere un minuto dopo l’invasione: l’ordinanza di sgombero. Nel frattempo la banda ha impedito all’ufficiale giudiziario di eseguire uno sfratto ordinato dal Tribunale, in via Belfiore.
Come altri cittadini, temo, do comunque per scontato che dopo l’ordinanza la palazzina sia tornata libera: invece proprio il giorno in cui Roberto Nolli annuncia per l’ennesima volta a noi cremonesi che l’unico candidato eccetera, l’unico candidato va in Prefettura a spiegare le sue intenzioni, perché Bini Mario e compagni sono ancora padroni del campo!
Riflessioni finali. Giunto nel quinto anno, il candidato eccetera non ha ancora capito d’esser stato scelto dai cremonesi, non dal comandino di turno; rispettosi e meno della legge, tutti hanno capito che succede, se a difenderla è il candidato eccetera; chi la rispetta freme, al pensiero d’esser fesso; chi già la viola, sa che può violarla ancora di più.
Per essere rieletto nel 2014 non bastano i dieci che ti salutano e ti stringono la mano quando esci a bere il caffè, egregio sindaco Pivetti: bisogna convincere, con argomenti buoni, 20mila elettori.

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ott 31 2013

maurizio iori 31 10 2013

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MAURIZIO IORI Se credete a quanto scrivo sul suo processo e se giocate come me su facebook, dategli un grande aiuto: l’amicizia. E’ un modo per farlo sentire meno solo.

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ott 30 2013

in attesa di una giustizia più esatta-ventuno 30 10 2013

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IN ATTESA DI UNA GIUSTIZIA PIU’ ESATTA – VENTUNO
Il Pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale, stabilisce il 112 di quella Costituzione che le correnti politiche dei giudici e i partiti di sinistra rinfacciano sempre a Berlusconi, e in questi momenti gongolano per le sue disavventure di Palazzo, non quello di Arcore, quelli dove si spende la Giustizia, ultimissimo il De Girolamo senatore comprato che, soddisfatto per essersi tenuto i tre milioni in cambio di una condanna simbolica, sospira perché tutti lo sentano: eh sì, abbiamo cambiato parte in 120 nel periodo 2006/2008, chissà che faranno le Procure per gli altri 119….
Voglio aiutarlo, ciò che han fatto nelle altre centinaia di migliaia di casi, comuni, province, regioni e parlamenti dalla proclamazione della Repubblica in poi: un cazzo, tutti salti mortali con triplo avvitamento all’indietro, ma per amore, solo per amore, o al più, scendendo, per idee. A partire da quello meglio effigiato, quando i consiglieri comunali di Napoli tradirono il comandante Lauro che per vendetta fece stampare in prima pagina dal suo giornale un gran titolo: I sette puttani.
Certi giudici ma ancor peggio chi li rappresenta, il giudice tipo italiano è un professionista come tutti gli altri: buono, medio, scadente, scambiano le sentenze per giustizia, e le difendono bene, non tanto per impegno loro, quanto dei principali commentatori/divulgatori, i giornalisti, che le usano a mo’ di tifo invece che di studio. Gli oltre trecento pezzi che ho scritto io sullo spaventoso caso Iori sono troppi da poter servire a una comunicazione efficace, dopo un po’ se uno non è interessato si stufa, ma presi i punti essenziali e inseriti in un talk show farebbero sfracelli.
Lancio una sfida ai nominati Massa Pio e Beluzzi Pier Paolo, e si portino dietro tutti i sodali che credono, dai poliziotti che non han provato vergogna umana e professionale ad applaudire la lettura della sentenza, ai colleghi che pur vedendo cos’han combinato non battono ciglio, e mi riferisco in particolare al Presidente della Corte d’Appello di Brescia, che non ha fiatato nel concedere altri novanta giorni per scrivere la motivazione e ancor meno, immagino, dopo che l’ha letta: scegliete, a mo’ di duello degli antichi tempi, il luogo che volete, dove però ci sia spazio per il pubblico, specie studenti e giovani che sentono parlare dei processi ma non sanno che sono, e confrontiamoci.
Stabilito che avete avuto tra le mani una decisione che potevate prendere seguendo le regole del codice: se non ho la certezza non devo condannare, e che invece avete preferito tuffarvi nel mare magnum dell’immaginario nonostante l’assenza della sfera di cristallo, facciamo come una caccia al tesoro: rispondete su un punto fondamentale della vostra decisione, ma non come si fa nei talk show ordinari, si parla di tutto per non dire niente; quando la risposta ci ha accontentati, pubblico e scolaresche comprese, passiamo alla successiva.
Ecco la prima, spero sia di vostro gradimento: pagina 35 della vostra motivazione, scritta liberamente e con calma in 170 giorni, per complessive 97 paginette, Claudia riferisce alla madre, che lo ripete ai giudici, col marito, che il 16 luglio ha cenato assieme a Iori con l’insalata di riso preparata dalla madre, che aveva un sapore strano, non la madre, e che la notte dormì profondamente. Segno delle gocce di Valium che il perfido aveva immesso, per sé avrà ingurgitato chicchi diversi, per far le prove dell’omicidio di quattro giorni dopo.
Insisto: Claudia e Iori han mangiato la stessa insalata di riso, cibo dai sapori forti, tuttavia Claudia è riuscita a distinguere il sapore strano di quel poco di Valium che più tardi, con calma, l’ha fatta dormire più profondamente del solito.
Pagine 32/34: quattro giorni dopo, il 20 luglio, dimostrazione di come sia possibile a Iori far inghiottire a Claudia, di nascosto e in pochi minuti, o in un bicchiere di aperitivo o in tre bocconi di sushi, la sfera di cristallo che manca non consente la certezza, il principio attivo contenuto, gocce o pillole di nuovo manca la sfera, in 95 pillole di Xanax, sostanza amarissima, che in pochi minuti la manda fuori conoscenza, “ciò che conta è che non è affatto vero che fosse materialmente impossibile somministrare clandestinamente lo Xanax a Claudia, anzi non era affatto difficile considerando la sua ingenuità, che non poteva certo avere il minimo sospetto di quello che incredibilmente stava per accadere eccetera”.
Derby Valium-Xanax, ecco com’è finito, ecco uno dei contenuti delle sentenze, che fanno giustizia: se i nominati Massa Pio e Beluzzi Pier Paolo superano la risposta, passiamo alla domanda successiva. Ma mi raccomando, che riescano a convincere almeno i bambini!

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ott 30 2013

i bravi maestri 30 10 2013

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I BRAVI MAESTRI
Usano le sentenze dei Tribunali come cinghia di trasmissione, ma il messaggio è tutto per noi, ci insegnano a stare al mondo. Parlo dei Giudici della Suprema Corte di Cassazione, di cui leggo ogni tanto le prodezze sulla mail settimanale che lo Studio Cataldi invia gratis a chi la chiede, e se loro sono i maestri non mi stupisco che in provincia sdottorino i Massa e i Beluzzi: si devono adeguare!
La sentenza 23919 del 22 ottobre, terza sezione civile, ci avverte: “non va risarcito il motociclista che ha subito danni in seguito a un sinistro stradale a causa di una buca sul manto stradale coperta da un foglio di giornale.”
Davvero? beh, non sempre, non sono tanto cattivi là in alto: “il ragazzo che era in motorino conosceva bene i luoghi in cui al momento dell’incidente si trovava a transitare ed era al corrente del fatto che quella strada fosse piena di buche ed è proprio per questo che avrebbe dovuto tenere un comportamento di guida atto ad evitare ogni pericolo.”
Le righe virgolettate le ho prese dal commento di Cataldi, e siccome sono un ex burocrate sospettoso, vado a leggermi le 10 paginette della sentenza e, Dio mio, Dio nostro, in nome del popolo italiano….
“Facendo applicazione del suddetto criterio relazionale al caso in esame deve rilevarsi come il ragazzo che guidava il motorino fosse ben a conoscenza dell’esistenza di buche sulla strada da lui percorsa per cui avrebbe dovuto tenere un comportamento idoneo ad evitarle.”
Cazzo, tre volte cazzo; il ragazzino se l’è andata a cercare e noi suoi padri e nonni ricordiamocelo bene quando scegliamo le nostre strade, ma non solo: è meglio evitare in genere tutti i luoghi potenzialmente pericolosi, ma non solo, il problema è ben altro ed è sfuggito alla Suprema Corte solo per eccesso di modestia.
Tutti noi adulti e vaccinati appena suona la sveglia, prima di scendere dal letto, internet è una meraviglia, leggiamo come si debba vivere secondo gli ultimi dettami della Corte, e ancor più di noi a volte sbadati cittadini lo fanno i politici e i pubblici amministratori in genere: immaginiamo che succede nelle loro teste, in tempi di tagli durissimi dove Quintino Sella farebbe la parte dello spendaccione, cominciando dalle strade, d’ogni tipo. Manutenzione continua? figuriamoci, cartelli continui, molto più economici: strada dissestata! costosissimi passaggi a livello? il tradizionalissimo avviso: occhio al treno, è grosso e veloce!
Autostrada Napoli – Reggio Calabria? qui si potrebbero addirittura risparmiare i cartelli, per l’evidente presunzione di conoscenza dei luoghi, lo sanno anche i gatti!
La strade, tanto per cominciare, poi si vedrà!
Uff, stavo dimenticando, il Comune di Roma, per non saper né leggere né scrivere, aveva chiamato in causa l’appaltatore del servizio di manutenzione….

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ott 30 2013

contare bene e in pubblico 30 10 2013

CONTARE BENE E IN PUBBLICO
Trattandosi di Repubblica può essere il solito articolo scandalistico, ma chi è del ramo potrebbe dire la sua.
Titolo:
Pirellone, lo scandalo dei vitalizi: ogni mese costano 620mila euro
Sottotitolo:
Maxirendite per 221 ex consiglieri regionali lombardi ottenuti grazie a versamenti irrisori: in qualche caso un contributo di 27mila euro ne ha fruttati 492mila. Il record: 6mila300 euro al mese percepiti dal 2005.
A Cremona ne abbiamo due, che io sappia, uno per parte: Abeni Evelino per i compagni, Rossoni Gianni per Formigoni. Avranno qualcosa da dichiarare?

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