set 30 2013

aspettando giustizia pulita-ottantaquattro 30 09 2013

Published by at 10:33 am under cronaca cremonese,Giudici

ASPETTANDO GIUSTIZIA PULITA – OTTANTAQUATTRO
Non so voi, io per non saper né leggere né scrivere quando noto qualcosa di strano telefono subito ai vigili, scusandomi se li disturbo per niente, e loro sempre mi ringraziano e mi confortano a fare sempre così; provate a immaginare la scena come l’ha descritta Massa Pio: in un appartamento di 60mq, in pieno condominio, Maurizio Iori fa uscire il gas delle bombolette per quattro ore, e aspetta per controllare l’esito; se il vicino Fiameni, invece di ricordarsi della puzza il giorno dopo, bussa, e all’ovvio silenzio telefona a chi si deve, Iori si fa sorprendere con altro che le dita, il muso nella marmellata!
Ma non è nemmeno che Iori per il suo Giudice sia il deficiente di turno, è solo uno dei tanti elementi a comporre la sua realtà, che può ergersi anche contro la legge; ricordatevi bene le righe di ieri, tremende, pagina 94: “Nessuna resipiscenza ha del resto mostrato l’imputato nel corso dell’intero procedimento penale e del processo, ma solo la spasmodica attenzione ad evitare il contraddittorio eccetera.”
Ma l’imputato ha, per legge, il diritto di non farsi interrogare, altro che spasmodica, e l’impressione che tale scelta lascia non deve per alcun motivo essere considerata una “colpa”. Per legge!!
E se andiamo nel concreto, come piace a me, a diminuire il rischio di non capirsi, da sconosciuto ch’era prima del processo ho imparato a conoscere Maurizio Iori: un uomo fragilissimo, che pur di non scontrarsi cede, altro che il mostro diabolico e superuomo che soggioga gli altri e le altre. Nel contraddittorio l’avrebbero fatto a pezzi, e intendiamoci bene, caro lettore, non perché avrebbe confessato un qualcosa che non esiste, a uno sguardo appena non superficiale Claudia Ornesi ha fatto tutto da sola, ma perché sarebbero riusciti a distruggerne la figura e rendere magari credibile la ricostruzione assurda di un omicidio mai realizzato.
Se tu avessi assistito come me, caro lettore, all’interrogatorio di due testi a favore, la segretaria Michela e la fidanzata “storica” Maddalena, capiresti immediatamente cosa sostengo. Un solo ricordo, da cui puoi capire il resto. All’inizio della deposizione il Procuratore domanda a Michela: segretaria e amica, amica come?
Alla ricerca della verità, naturalmente, la sua: voglio vedere se nel privato si rivolge a una donna con quelle parole e soprattutto il tono, che qui sulla pagina non è possibile riprodurre.
Ci avviamo alla fine, Capitolo 6: Responsabilità, Movente, Sanzione.
Pagina 87: “La disamina della reale situazione soggettiva di Claudia a luglio 2011 (vita tranquilla e serena, nessuna depressione, nessuna richiesta di medicinali ansiolitici, repulsione, anche per motivi religiosi, contro il suicidio) e le accertate menzogne dell’imputato dette prima e dopo il suo arresto (tra cui in specie la falsità della ragione per cui egli portò in casa bombole e fornelli e l’invenzione del litigio per la scoperta del matrimonio) si coniugano perfettamente con tutti i risultati in precedenza esposti, che provengono dai dati scientifici acquisiti, dalla dettagliata analisi della scena del crimine e di tutte le oggettive incongruenze rilevate, dalle numerose testimonianze sentite, che per un verso smentiscono da quasi tutti i punti di vista la versione difensiva e per altro verso integrano e chiariscono il senso degli accertamenti tecnici compiuti.”
C’è da rimanere sbalorditi, perché sono parole rivolte a chi presumibilmente ha letto le 86 pagine precedenti!
Vita tranquilla e serena di Claudia? Senza conoscere le persone, si può ben immaginare quanto possa esserlo di una donna in quelle condizioni, e infine basta l’ultima lettera che ha scritto, pochi giorni prima di morire, e riportata integralmente nella motivazione! Di nuovo le righe centrali: “La mia anima è lacerata da profonde ferite vecchie e nuove. Come quando un mese fa sul posto di lavoro ho saputo di tutto e di più che mi ha profondamente prostrata e umiliata.”
Vita tranquilla e serena, secondo Massa Pio in nome del popolo italiano…..
I dati scientifici? ma non ce n’è uno che è uno che Massa Pio non abbia rivoltato contro il parere dei suoi periti, usando il potere, che qui diventa violenza allo stato puro, che gli concede la legge!
Ricordate la botta finale del gas? ce n’è troppo poco per uccidere in condizioni normali e prevedibili, gli assicurano i periti, e allora che ti scopre Massa Pio, sempre in nome del popolo italiano? Iori ha messo le bombole sotto il naso delle vittime, e per non far disperdere il gas ha avvolto le teste in un sacchetto di plastica. Già, ma facendo così si muore in un attimo, la circolazione del sangue si interrompe e il gas rimane nei tessuti intorno alla testa: invece questo gas che si permette di andare contro la volontà del giudice italiano si è diffuso in tutto il corpo, così assicurano i periti, come di uno che lo respira molto lentamente e a morire ci mette del tempo. E allora? Speriamo che una risposta un pochettino più scientifica ce la diano i giudici d’appello.

Cremona 30 09 2013 www.flaminiocozzaglio.info

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