giu 28 2013

giustizia di ferro-centocinquantotto 28 06 2013

Published by at 8:15 am under cronaca cremonese,Giudici

GIUSTIZIA DI FERRO – CENTOCINQUANTOTTO
Tra venti giorni esatti scade anche l’ultimo termine concesso al relatore Presidente Massa, e la legge non permette ulteriori proroghe, per presentare i motivi che hanno convinto la Corte della colpevolezza di Maurizio Iori: 180 centottanta giorni, quattro volte e mezzo il tempo servito a Stendhal per scrivere le oltre 500 cinquecento pagine della Chartreuse. Stia attento a quel che scrive, Massa, siamo in tanti ad aspettarla con arco e frecce, non cada nella tentazione di rifare ciò che ha permesso in Aula, seppellire, magari con 500 cinquecento pagine di chiacchiere, i due/tre fatti fondamentali, unici per spiegare se fu omicidio, cui ne bastano, per acquistare vita dignitosa, una decina; si rilegga bene cosa dispone il 544 cpp: “è redatta una concisa esposizione dei motivi di fatto e di diritto su cui la sentenza è fondata.”
Nel suo caso non la soccorre il 544/3 cpp: “Quando la stesura della motivazione è particolarmente complessa per il numero delle parti e per il numero e la gravità delle imputazioni eccetera.” Per ragioni evidenti, che non sto a ripetere a chi ha vissuto il processo, la complessità eccetera è servita solo per chiedere e ottenere gli altri 90 giorni, ma per scrivere, supportati dalle analisi scientifiche ch’è sufficiente leggere e capire per il verso giusto, cos’è successo quella sera, sarebbe bastata una settimana, a chi avesse avuto l’illuminazione richiesta dal codice, 533 cpp, per la condanna.
Le ricordo ancora, Presidente Massa, che un conto è la fluidità delle udienze che sembrano non finire mai, dove nell’enorme volume di fuoco si possono non vedere, anzi, prendere per buone, vistose testimonianze false o divertirsi a dar dello sciocco a un avvocato che non la pensa come lei, e via dicendo, ma la scrittura, specie di un atto tanto importante cui succede un ergastolo, soffre di una specie di rigor mortis: ciò che è scritto è scritto, e lì rimane per sempre. E le ricordo anche un parere autorevole: Michelangelo ha insegnato che per capire il disegno del corpo umano bisogna osservare a lungo i cadaveri irrigiditi. Ciò che è, è, non cambia più per l’eternità, tornando a noi, come la famosa richiesta di condanna del Procuratore Caimmi per il sindaco Bodini, colpevole della morte dell’alpino che s’era arrampicato sul pennone della bandiera.
Non vorrei esserle sembrato eccessivamente critico, Presidente, anzi per allontanare da me un sospetto tanto spiacevole, le do qualche consiglio.
Prima di tutto lasci perdere il movente, specie se somiglia a quelli con cui ci si è trastullati in Aula: non è obbligatorio individuarlo, un delitto, ahinoi, può averne uno tanto nascosto da essere irrintracciabile dal più acuto degli osservatori. Non conta trovare lui, conta esser certi del delitto. Diamine, mica vorrà ripetere che Iori ha ucciso amante e figlia perché l’amante voleva la facesse giocare con gli altri suoi figli!
Sulle impronte nella casa della morte, di nuovo ahinoi, non vanno per niente bene per accusare Iori, ma c’è ampio spazio per giocare perché nella realtà non sono sempre, come si legge nei gialli, gravi, precise e concordanti: vanno e vengono, sono attribuibili ma non sempre con chiarezza: coraggio!
Con la chiave, accidenti! cominciano i guai, ma siete andati a cercarveli voi….comunque, Iori per uccidere doveva averla, da che il padre Ornesi il mattino dopo ha trovato la porta chiusa a chiave, ma i tre originali consegnati dal costruttore sono tutti in mano, accidenti di nuovo! agli Ornesi, e voi nel fluire tumultuoso e impreciso delle udienze avete lasciato cadere un sommesso: avrà avuto la copia, l’han detto gli Ornesi, d’altronde la casa la pagava lui. Tutto è possibile, ma bisogna dimostrarlo, così almeno prevede la legge, e sembrerebbe strano che Iori consegni gli originali, tre! agli Ornesi, per farne lui una copia, che visti i rapporti con la ex amante, nemmeno gli serviva.
E per le 95 pastiglie di Xanax che il mostro sarebbe riuscito a far ingerire, di nascosto e in pochi minuti, alle vittime, purtroppo non so come aiutarla, Presidente Massa: ricopi la memoria finale dell’Accusa, almeno farà divertire!

Cremona 28 06 2013 www.flaminiocozzaglio.info

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