Archive for giugno, 2013

giu 30 2013

giustizia di latta-due 30 06 2013

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GIUSTIZIA DI LATTA – DUE
Segue poi, nell’ordinanza del dottor Gip, una puntigliosa descrizione di quanto trovato nella stanza della morte, di quelle che in genere vengono attribuite nelle barzellette ai carabinieri, manca invece una ragione certa che unisca le “cose”: in parole povere, ci si aspetta una divisione netta dei compiti, chi elenca, chi cerca di trovare il filo, e a ciascuno, anche formalmente, il proprio lavoro. Annoiatevi anche voi per qualche riga, cari lettori: “Venne rilevata altresì la presenza di quattro fornelli con relative bombolette di gas butano propano di grammi 450 ciascuna (l’importanza che il dottor Gip segnali i grammi! n.d.r.), solitamente usate per il campeggio (senza questa nota sarebbe stato impossibile ordinare l’arresto di Iori, n.d.r.), con le valvole aperte e svuotate del contenuto (sulla sedia posta a fianco del letto furono notati i tappi di chiusura delle bombolette). Al momento del loro rinvenimento le bombolette con i relativi erogatori si trovavano sul balcone esterno (pare esistano anche quelli interni, n.d.r.) della camera da letto, dove erano state posizionate una dal padre della vittima, che quella mattina era stato il primo ad avere avuto accesso all’appartamento, e le altre tre dai primi soccorritori, dacché il padre si era accorto solo di una bomboletta ma non delle altre tre eccetera. Nel prosieguo del sopralluogo un’altra piccola stranezza fu notata all’interno dell’appartamento, poiché, rilevata la presenza dei blister di Xanax vuoti sul tavolo della cucina, non vennero rinvenute né le scatole del farmaco, né quelle dei fornelli, né tantomeno scontrini di acquisto che potessero far risalire agli acquisti di tali oggetti.”
Mi fermo un po’. Ci mancava solo che il dottor Gip incaricasse la Guardia di Finanza di addebitare a qualcuno la mancanza dello scontrino, che la legge, mi sembra, consente di gettare pochi metri dopo l’uscita dal negozio, ma, battute a parte, è uno dei primi segni di come verrà condotto l’intero procedimento: massima attenzione ai particolari, ignoranza quasi completa dei fondamentali, per cui in tema di pastiglie, dovendo scegliere, le 95 pastiglie sono il numero uno! in pieno ossequio all’aforisma wildiano, ancora alla fine del processo, e compiango il povero relatore che ha l’obbligo di spiegarlo, non un minuto per capire come sia stato possibile che un adulto sia riuscito a farle mangiare a un altro adulto, ma da dove provenivano, perché non avevano i numeri di serie eccetera! Processo mentale che da subito fa venire il dubbio all’osservatore: impossibile dimostrare direttamente l’omicidio, meglio parlare d’altro, tattica che in genere nella vita dei Tribunali viene attribuita agli avvocati.
Riprendiamo. “Ovviamente lo stato dei luoghi, delle cose e dei cadaveri, faceva presupporre, o almeno voleva far presupporre, che Ornesi Claudia avesse assunto le pastiglie di Xanax, magari somministrandole anche alla figlia (indispensabile quel “magari”, riferito a una bimba di due anni, n.d.r.), e poi, dopo essersi chiusa all’interno della camera da letto, avesse aperto le valvole delle bombolette di gas, posizionate tutto intorno al letto matrimoniale per morire insieme alla figlia dopo aver saturato la stanza di gas butano-propano.”
Anche qui l’aforisma di Wilde trionfa: le quattro bombolette sono quattro, ma la loro funzione e di conseguenza il significato anche nel seguito del procedimento: uccidono, non uccidono? non viene dato da una realtà che non viene fatta esistere, un aborto addirittura prima del concepimento mi verrebbe da dire, ma dalla libera, liberissima interpretazione di un qualsiasi dottor Gip di un qualsiasi Tribunale di Chissàdove.
Per saturare la stanza, e se questo bastasse a provocare la morte, qualsiasi perito, lo stesso costruttore, credo, come regolarmente confermato in Aula durante il processo, avrebbe detto che di bombolette ne servivano trecento, non quattro, e in quasi tre mesi, 21 luglio, scoperta dei cadaveri, 14 ottobre, esecuzione dell’arresto di Iori, il dottor Gip ha ritenuto, e fatto operare, che il suo parere fosse sufficiente, senza nemmeno pensare a chiedere il parere di uno, ignorante di codici fin che si vuole, ma di gas no!
Le prime righe dell’ordinanza di arresto: cagionava la morte mediante l’azione tossica del gas butano/propano!!!
Il vero e il falso, avevi tanta ragione Oscar Wilde, sono forme di esistenza intellettuale!

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giu 30 2013

senza pensarci un attimo 30 06 2013

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SENZA PENSARCI UN ATTIMO
Quando ti batti per un altro non devi chiederti perché lo fai, basta ti accorga che lui da solo non ce la fa.

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giu 30 2013

il massacro continua 30 06 2013

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IL MASSACRO CONTINUA
Spero che il titolo e l’articolo di www.cremonaoggi.it, il miglior informatore cittadino, siano una svista e non un accondiscendere alle ragioni di Spedini Giacomo, che poi son quelle di Piva Antonio e della cricca che gli sta accanto. Titolo:
Palazzo Fodri riapre le porte, Spedini: necessario mettere a reddito l’investimento
per continuare con questa prodezza: il recupero di Palazzo Fodri, con lavori per circa 400mila euro al momento, nasce dalla necessità di insediare delle attività redditizie per la Fondazione in quello che è stato un discusso investimento immobiliare voluto dal precedente Cda, presieduto da Umberto Lonardi.
Tanto per cominciare, l’investimento fu “discusso” perché il galantuomo Umberto Lonardi riuscì a strapparlo dalle fameliche voglie di più di un riccastro che ambiva farne la sua dimora di lusso, e lo donò a un prezzo più che vantaggioso all’intera cittadinanza di Cremona, tramite la Fondazione, da cui fu cacciato dall’allora sindaco Pivetti e deriso e malfamato dal solito portavoce di Piva con oltre cento pezzi; l’allora sindaco Pivetti, in tema di investimenti “discussi”, permise invece ad Aem di comprare il Massarotti, che guarda un po’ nessuno voleva, tanto è redditizio, come ricorda l’ultimo bilancio, appunto, di Aem.
Spero, ripeto, per la stima e l’affetto che mi legano a www.cremonaoggi.it e ai suoi redattori, sia loro sfuggita la grandiosa e voluta bugia di Spedini Giacomo: “necessario mettere a reddito l’investimento”, perché sa benissimo che al tempo dell’acquisto, non ho voglia di frugare il mio archivio e qualche numero potrebbe essere impreciso, 8 otto milioni, solo un terzo era affittato, a una banca, per 250mila euro, cioè il 3% dell’intero immobile, e se Spedini Giacomo ha aspettato due anni ad affittare il resto, veda di non dare la colpa al suo predecessore.
Come sempre, le mie idee possono essere solo mie, ma i fatti sono di tutti, basta controllare!

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giu 30 2013

il caso delle firme false 30 06 2013

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IL CASO DELLE FIRME FALSE
Scorro gli on line e me lo ricorda L’Inviato di Roberto Bettinelli: mercoledì Roberto Vitali dovrà tentare di discolparsi davanti al giudice Salvini, con l’assistenza dell’avvocato Luca Curatti. Su iniziativa del Procuratore capo Roberto di Martino.
Il Procuratore capo, negli intervalli che gli lascia il calcio scommesse, oltre a perseguire gli eventuali gravi reati di Vitali, si mormora addirittura di falsi ideologici! avrà trovato il tempo e il modo, oltre ai casi che gli ho ricordato l’altro giorno, di dare un’occhiata al contratto d’affitto tra il Comune e Chiave di Bacco, e magari alle modalità d’acquisto e sistemazione di Castel Pizzetti, via Volturno 38, già sede del Partito comunista, sì, proprio quel Pizzetti, amico del suo collega Beluzzi, con cui si era impegnato a farlo sindaco di Cremona 2009….

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giu 30 2013

fatti giuridici e castelli di sabbia 30 06 2013

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FATTI GIURIDICI E CASTELLI DI SABBIA
Piero Ostellino scrive al solito breve, chiaro e preciso, stavolta sulle evidenti debolezze del “processo Ruby“, la più comica, se ci fosse da ridere, l’incriminazione per falsa testimonianza di tutti i 32 trentadue testimoni della Difesa. Breve, chiaro e preciso, ma poteva stringere ancor più limitandosi a ricordare il 533cpp: “Il giudice pronuncia sentenza di condanna se l’imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio.”
Per quanto riguarda la critica letteraria. Per quanto riguarda la sostanza il problema è un altro: il ragionevole dubbio è inteso diverso dal cittadino e da certi giudici.

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giu 30 2013

valentissimo 30 06 2013

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VALENTISSIMO
Speriamo Valentino Rossi non ci prenda gusto a vincere ancora, almeno per rispetto ai sapientoni che gli han già celebrato, meglio essere i primi! tutti i funerali di convenienza.

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giu 30 2013

babbo natale a giugno 30 06 2013

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BABBO NATALE A GIUGNO
Il Brasile ha chiesto a Oreste Perri di allenare la nazionale di canoa in vista delle Olimpiadi del 2016, ma lo vuole subito, quindi niente ricandidatura nel 2014: ahinoi! Oreste ci vuole troppo bene per abbandonarci….

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giu 30 2013

come volevasi dimostrare 30 06 2013

COME VOLEVASI DIMOSTRARE
Era evidente anche al più ottuso degli antiberlusconiani che l’assegno da divorzio per Donna Veronica, tre milioni di euro al mese, fosse al di fuori di ogni misura umana, sia per l’ammontare, ricordiamo che la “prassi” è assegnare al coniuge più debole un importo che gli consenta il tenore della vita precedente, e credo proprio che tre milioni al mese Berlusconi non li spenda nemmeno per la sua Corte, sia perché Berlusconi non vive di rendita, ma di impresa, e nessuno che faccia quel mestiere sa quanto guadagnerà il mese dopo.
Il Corriere, che non appartiene alla sua galassia, scrive ieri che Fininvest ha chiuso il 2012 con una perdita netta di 285 milioni: che fa il Berlusca, ha diritto di chiedere uno sconto a Donna Veronica o al Tribunale, o tra un po’ gli arriverà la solita visita della Guardia di Finanza a controllare non abbia falsificato i bilanci per non pagare eccetera eccetera?

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giu 30 2013

maurizio iori 30 06 2013

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MAURIZIO IORI Se credete a quanto scrivo sul suo processo e se giocate come me su facebook, dategli un grande aiuto: l’amicizia. E’ un modo per farlo sentire meno solo.

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giu 29 2013

giustizia di latta-uno 29 06 2013

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GIUSTIZIA DI LATTA – UNO
Se dovessi scegliere un fatto della mia esperienza diretta, per confermare senza tema di smentita l’aforisma di Oscar Wilde: “il vero e il falso sono forme di esistenza intellettuale”, bene, questo, per il legame da cordone ombelicale tra quanto è stato sotto gli occhi di tutti e la costruzione, non sarebbe la prima, che ne è seguita, da attori di rincalzo, giornali e pubblica opinione, giudici, è il caso Iori.
Claudia Ornesi e la figlia Livia la mattina del 21 luglio 2011 vengono trovate morte nella loro abitazione di via Dogali in Crema; il 13 ottobre 2011 il Giudice per le indagini preliminari Antonio Ferrari dispone l’arresto di Maurizio Iori.
Gli concedo la parola: “Indagato perché cagionava la morte di Ornesi Claudia e della propria figlia Iori Livia (di anni due), nata dalla relazione sentimentale con la suddetta, mediante l’azione tossica del gas butano/propano – con cui il prevenuto saturava l’aria presente nella camera da letto dell’appartamento, dove risiedevano le predette – lasciato deliberatamente fuoriuscire dagli ugelli di 4 (quattro) fornelli portatili da campeggio alimentati da bombolette intercambiabili contenenti il suddetto gas, di grammi 450 ciascuna, che l’indagato aveva appositamente acquistato, unitamente ad un mortaio, uno zaino e alcune bevande, al Carrefour, mentre i fornelli li aveva acquistati al Bennet unitamente a due tipi di salse, un rotolo di nastro biadesivo, rotoli di carta assorbente, sacchi per la spazzatura e alcune bevande.”
Lo interrompo subito, il dottor Gip, non senza avvertire il lettore che l’arresto del 13 ottobre è stato disposto prima che fossero noti gli esiti delle indagini, come si può dire senza offendere la sua sensibilità? che spiegassero con maggior sicurezza cosa ci fosse dietro l’evidenza della morte: per farla breve, non si conoscevano nemmeno le risposte date dall’autopsia, per cui le due donne potevano essere morte per qualsiasi altro motivo, ben diverso dall’apparente, e non parliamo delle altre tracce, impronte eccetera, per cui, ecco la prima nascita certificata dall’aforisma di Oscar Wilde, per saturare la stanza, di un gas che tra l’altro può causare facilmente esplosioni ma non asfissia, servivano 300 trecento bombolette, così almeno garantivano un anno dopo, durante il processo, gli esperti concordi di Accusa, Parte civile e Difesa! altro che le quattro, se il dottor Gip avesse cercato di capire l’effetto delle bombolette dalle risposte dei tecnici, anziché del codice!
Gli ridò la parola: “In particolare lo Iori, introdotti in casa della Ornesi i suddetti fornelli, con le relative bombolette, la sera del 20 07 2011, facendole credere che servissero per preparare delle salse per condire il sushi che aveva portato per cena, unitamente alle bevande, acquistate nei luoghi e nelle date sopraindicate, e stordite la figlioletta Livia e la Ornesi, facendo loro ingerire frammenti di almeno 95 (novantacinque) compresse del medicinale Xanax precedentemente polverizzate col menzionato mortaio e diluite nelle bevande e/o negli alimenti, apriva le manopole del gas dei fornelli, che posizionava nella camera da letto, dove poi venivano rinvenuti i corpi senza vita di Iori Livia e di Ornesi Claudia, lasciando sul piano del tavolo della sala da pranzo 9 (nove) blister vuoti del medicinale Xanax ed 1 (uno) con 5 (cinque) compresse ancora inserite negli appositi alloggi (tutti privati della parte sulla quale era riportato il numero di lotto e la data di scadenza, per impedire di accertarne la provenienza), per simulare le tracce di un suicidio. Con le aggravanti di aver commesso il fatto in danno nella figlia, con premeditazione, e col mezzo di sostanze venefiche ed altri mezzi insidiosi.”
Continua la verità, in piena sintonia con l’aforisma wildiano: il dottor Gip, a differenza credo del resto degli italiani, esclusi, temo, buona parte dei suoi colleghi, descrive puntigliosamente quanto proprio non serve nulla al proposito di capire che è successo, il supermercato d’acquisto, lo zaino, alcune bevande e via di questo passo, e non perde mezza riga a spiegare, prima di tutto a se stesso, come ha fatto l’indagato Iori, si parla di 95 novantacinque compresse, lo scrive lui, il dottor Gip! a farle mangiare, di nascosto, è da supporre, alle due vittime, in quale successione di tempo eccetera. Capirete bene l’impazienza di ordinare l’arresto prima di conoscere gli esiti dell’autopsia: nello stomaco delle vittime non c’era praticamente cibo, e spiegare l’ingresso delle 95 novantacinque nel loro corpo sarebbe stata ancora più dura!

Cremona 29 06 2013 www.flaminiocozzaglio.info

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