mar 31 2013

giustizia di ferro-sessantanove 31 03 2013

Published by at 9:34 am under cronaca cremonese,Giudici

GIUSTIZIA DI FERRO – SESSANTANOVE
Ed eccoci all’unico Giudice, fino a oggi, che ascolta la difesa di Maurizio Iori: la prima sezione penale della Corte di Cassazione. Spero non sia solo perché lontana dai pettegolezzi mefitici di Crema e Cremona che annulla l’ordinanza del Riesame e la rinvia al Tribunale di Brescia, perché la riconsideri; e comunque dispensa ai colleghi di zona buoni consigli, udite anche le conclusioni del Pubblico ministero (della Cassazione, non di Brescia, n.d.r.), che ha anticipato la richiesta di annullamento!
E sì che la ricostruzione del fatto, a pagina 2, faceva temere non avesse letto con attenzione il dovuto:
“Secondo l’impostazione accusatoria, a seguito della scoperta da parte dell’Ornesi del matrimonio con Arcaini Laura contratto qualche mese prima dallo Iori, già divorziato dalla prima moglie, dalla quale aveva avuto due figli, si era verificato un litigio tra la stessa Ornesi e lo Iori, nel corso della cena consumata insieme a casa della donna, nella sera del 20 luglio 2011, a seguito del quale l’uomo, previa chiusura del quadro elettrico interno per evitare l’esplosione dell’appartamento, avvalendosi di bombolette di gas contenenti una miscela di butano e propano collegate a fornellini da campeggio, tutti oggetti da lui acquistati lo stesso giorno, avrebbe ucciso per soffocamento la compagna e la figlioletta, Livia, dopo aver fatto ingerire alle stesse un trito di psicofarmaci, contenenti alprazolam, ottenuto con un mortaio e relativo pestello pure acquistati con i predetti oggetti, mescolando i tranquillanti al cibo o diluendoli in bevande dolci (succhi di frutta) per attutirne l’amaro e sgradevole sapore così da stordire e rendere inermi le due vittime rispetto alle esalazioni da gas liberatesi nell’ambiente, che, essendo più pesante dell’aria, si era depositato sul letto e nella culla dove erano distese madre e figlia, nella camera da letto dell’appartamento, in cui entrambe avevano trovato la morte.”
Ora, l’impostazione accusatoria, che ho fatto a pezzi, non vedo l’ora di altrettanto con le motivazioni della sentenza che saranno depositate il 18 aprile, in 150 capitoletti, che puoi trovare sul mio blog alle voci “Iori” e “Giudici”, è una fiaba con il cattivo che alla fine riceve la giusta punizione, una fiaba nel senso più strutturale del termine, i punti decisivi possono essere “bevuti” solo dall’innocenza dei bimbi: ma certamente nemmeno ha tentato di dipingere due ex amanti che cenano quieti a casa di lei, chiacchiera tira chiacchiera pur non toccando vino, a lui, tronfio della sua virilitudine, sfugge d’averne impalmata un’altra, lei dimentica dell’obbligo di femminilitudine s’incazza di brutto e lo copre d’ingiurie, lui chiede scusa e si ritira in un angolo dell’appartamento, circa 60 mq, tira fuori dalla tasca il pestello acquistato giusto ore prima si sa mai possa servire, trita un pugno di pastiglie, torna al tavolo per fingere la pace, lei ci crede e beve, oltre alla balla, i circa due litri indispensabili per coprire il saporaccio del trito!
Gli accusatori ne hanno scritte e provate di cotte e di crude, ma a questo no, non sono mai arrivati, perfino loro avrebbero capito d’esser ridicoli; l’unica spiegazione che riesco a darmi, perché nel seguito della sentenza la Cassazione ragiona, e bene! è che disgustati dalla leggerezza e imperizia dell’ordinanza sottoposta al loro esame, i supremi giudici abbiano scelto la pittura del grottesco per punire ancor più i loro colleghi!

Cremona 31 03 2013 www.flaminiocozzaglio.info

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One Response to “giustizia di ferro-sessantanove 31 03 2013”

  1. danielaon 31 mar 2013 at 2:15 pm

    Da Cremonaoggi: lo spacciatore beccato sul fatto intanto che commetteva il reato è ai domiciliari, il giudice ha convalidato l’arresto.
    Io sarò ignorante in giurisprudenza, ma qui c’è qualcosa che non mi torna:
    - è stato beccato intanto che commetteva il reato, quindi si sa con certezza che è stato lui e che non si sta mandando in galera un innocente,
    - il giudice ha convalidato l’arresto,
    dato che mi risulta che spacciare droga sia ancora reato, perché l’imputato è ai domiciliari?
    Poi, per carità, “meglio” che mandino ai domiciliari lui piuttosto di uno che ruba o rapina: per come la vedo io, il furto e la rapina si subìscono, la droga la si compra liberamente.
    La mia sarà un’opinione magari impopolare, ma se proprio alcuni reati devono essere considerati “minori” per poter svuotare le carceri (anche se non sarebbe certo la soluzione giusta), il meno peggio sarebbe forse far uscire di galera gli spacciatori (oltre, ovviamente, a quelli che avevano colpito a morte ladri e rapinatori) piuttosto che scarcerare chi aveva ucciso, rapinato, rubato, ecc.

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