gen 30 2013

giustizia di ferro-nove 30 01 2013

Published by at 8:28 am under cronaca cremonese,Giudici

GIUSTIZIA DI FERRO – NOVE
La Memoria del Pubblico ministero, che potete consultare in Cancelleria o dagli avvocati se avete il dubbio che io inventi, e vi capisco lettori scettici (vi sembrerà impossibile che una Corte d’Assise, l’Istituzione! dia per conto del popolo italiano, obbligatoriamente fiducioso in essa, ergastoli e pene accessorie come abbondanti ha dato a Maurizio Iori, carnefice di amante e figlia solo perché se n’era stufato! basandosi ancor più fiduciosa del popolo su tanta Memoria!) abbonda di gemme di logica tali da far impallidire le celebri miniere del Sudafrica!
Il Pubblico ministero non lascia al suo lettore la fatica di ragionare: sgrana i fatti e le conseguenze con una chiarezza tanto esemplare che si capisce non possano essersi svolti che come scrive lui, tanto caritatevole da spiegare al nemico ormai vinto, lo sfortunato Iori, sfortunato per essere capitato nelle mani di Autorità siffatte: forse tu non pensavi ch’io loico fossi! Inferno, XXVII, 122/23, d’essere stato a un passo dal successo!
Pagina 67: “Poteva egli fare diversamente? Poteva fare di meglio? Probabilmente sì. Ciò che infine realizzò fu frutto della sua intelligenza, dei suoi studi, della necessità di mettere in scena un omicidio-suicidio, del caso, del poco tempo disponibile, della sua inesperienza criminale eccetera, della sottostima della CAPACITA’ DEGLI INQUIRENTI.”
La capacità degli inquirenti, che ha causato la successiva, inevitabile, adesione ad essa della Corte, è bene espressa dal confronto qui sotto:
Pagina 48: “lo Iori somministrò alle vittime un quantitativo di Xanax idoneo e sufficiente a rendere plausibile l’ingestione delle 95 novantacinque compresse etc.”
Pagina 11: “il 16 luglio , lo Iori e Claudia cenarono in via Dogali, mangiando dell’insalata di riso preparata dalla Facchi. Commentando poi la cosa con la madre Claudia le disse che l’insalata aveva un sapore strano e che dopo la cena dormì profondamente tutta la notte.”
Non pensiate, lettori cari, ch’io voglia farmi beffe della CAPACITA’ degli inquirenti e della compiuta adesione della Corte alla sua forza trascinante, certo che Massa o Beluzzi, non so chi dei due sarà il relatore, avranno un bell’impegno a spiegare come Claudia abbia mandato giù 95 novantacinque compresse senza fiatare, mentre quattro giorni prima, non siamo sempre in forma, è vero, aveva colto un sapore strano nell’insalata della mamma, qualche goccia di Valium, immagino, tanto da dormire profondamente tutta la notte…..
Ma voglio concludere positivo: non abbiate dubbi sulla loro forza, sapranno spiegarci tutto!
Massa è il Presidente della Corte, nuovo sì di Cremona, ma ha mostrato subito la sua pasta rivolgendo in piena udienza a Gualazzini, un principe del Foro, il pedagogico: ma non dica sciocchezze!
Beluzzi è troppo conosciuto per dilungarmi, però se volete capire al volo chi è, andate sull’archivio storico della Provincia, agosto settembre 2008, giugno 2009, a rinfrescarvi le sue gesta da candidato sindaco: tra un’udienza e l’altra trovava il modo, dopo mesi di trattativa segreta con Pizzetti, di lanciare apertamente il guanto di sfida a Corada, di trattare i termini della contesa, di mandare lettere ai giornali, rispondendo con forza ai legittimi dubbi, mettermi in aspettativa? Perché? Io la candidatura mica l’ho firmata!
Come vedete ai due non manca la mente, ma nemmeno lo stomaco…..

Cremona 30 01 2013 www.flaminiocozzaglio.info

One response so far

One Response to “giustizia di ferro-nove 30 01 2013”

  1. danielaon 30 gen 2013 at 4:10 pm

    Da La Provincia di oggi, pagina 17, da un articolo della Morandi (tanto per cambiare): la cronista, nel riportare un articolo di cronaca giudiziaria che parla di una persona straniera che è stata assolta, stavolta riporta solo il nome di battesimo dell’imputata(sempre se non è inventato). E della vittima (a questo punto presunta), sempre straniera, invece di riportare nome, cognome e foto, la cronista riporta anche in questo caso solo il nome.
    Ricordo che quando aveva scritto del padre musulmano che aveva preso a cinghiate la figlia perché integrata, non aveva messo né nome, né cognome, né foto.
    Ricordo che quando aveva scritto di quel poveretto (italiano)ingiustamente accusato dai genitori della presunta vittima, ne aveva riportato nome, cognome e foto, ma quando si è trattato di scrivere del fatto che è innocente, non aveva riportato nome, cognome e foto dei calunniatori stranieri.
    Ricordo che quando si tratta di scrivere di una violenza sessuale o reati simili, la cronista, appena può, mette nome, cognome e foto del presunto violentatore, ma se poi salta fuori che il poveretto è innocente e la presunta vittima lo ha calunniato, in questo caso mica mette nome, cognome e foto della calunniatrice!
    In generale: noto che la suddetta cronista, se l’imputato è italiano e di sesso maschile, non appena può mette tutte le generalità possibili e immaginabili, ma non fa altrettanto se salta fuori che la presunta vittima (di sesso femminile) è una calunniatrice, non fa altrettanto se i calunniatori sono stranieri (extracomunitari), non fa altrettanto se l’imputato è straniero e di religione musulmana.
    Ma è il modo di lavorare, questo?

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