ago 19 2012
duro come l’acciaio 19 08 2012
DURO COME L’ACCIAIO
Quello che c’era da dire è stato infatti magnificamente detto da Ermanno Rea, in un libro terribile andato in stampa giusto dieci anni fa. E’ la storia commovente della fine della gigantesca acciaieria (Italsider di Bagnoli, poi Ilva) smontata pezzo a pezzo da operai con gli occhi a mandorla e ricostruita a Meishan, nel cuore della Cina (Paese ancora così poco attento all’ambiente da portarsi faticosamente a casa una vera e propria bomba ecologica)…..
Perché nulla è stato fatto in questi anni? Perché in Germania (e non è per dire la solita Germania: accade anche in Francia) l’acciaio è una produzione “pulita” e da noi una fabbrica di veleni e di morti?————————————
Non preoccupatevi, non ho copiato il fondo di un direttore di provincia cui l’editore abbia suggerito di cambiare toni: è Federico Geremicca, gran giornalista (Unità, Repubblica, Stampa), sulla Stampa del 18 agosto.
Cremona 19 08 2012 www.flaminiocozzaglio.info
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