gen 31 2012

in morte 31 01 2012

Published by at 9:51 am under cronaca nazionale

IN MORTE

Senza ipocrisia, vorrei fosse così anche per me, per quanto fuori dell’ordinario possa essere la nostra morte, non cambia certo il giudizio per ciò che siamo stati in vita. E così sia di Scalfaro, un interprete più che un testimone, che ha inciso tanto profondamente nella vita politica italiana da poter essere giudicato come meglio aggrada.
A qualificarlo, per me, è sufficiente l’episodio della scollatura, con numerose varianti che però concordano sul punto principale: anni cinquanta, il giovane deputato Scalfaro siede al ristorante, a Roma, a un tavolo vicino una signora è secondo lui troppo scollata. Qui inizia la sarabanda delle versioni, l’ha schiaffeggiata, l’ha invitata, ha chiesto al personale, il certo, la signora non era vestita come voleva lui, che le ha imposto di rivestirsi. Con parolacce, che gli costarono una querela, che finì in nulla perché accettò l’amnistia.
Se invece di un costituente, di un deputato della maggioranza, fosse stato un semplice impiegato dell’Inps, il giovane Scalfaro se lo sarebbe permesso?
Domanda non scioccamente provocatoria. L’ancor più giovane Scalfaro si laurea in legge nel 1941, nel 1943, in pieno fascismo, diventa magistrato, si badi bene, non avvocato, che conserva una sua autonomia, e presta giuramento di fedeltà al regime, il che non gli impedisce, a guerra appena finita, di chiedere la condanna di certuni cui aveva garantito d’esser fedele…..

Cremona 31 01 2012 www.flaminiocozzaglio.info

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